Futuro meno incerto con la lingua dei segni. Intervista alla Prof.ssa Donata Chiricò, di Angelo Iacopino

Successo per il progetto di alfabetizzazione della professoressa Donata Chiricò (Lettere e Filosofia)

L'istituzione del primo corso di alfabetizzazione di Lingua Italiana dei Segni presso l'Università della Calabria si è dimostrata un'iniziativa di ampio respiro non solo teorico per gli studenti coinvolti. Ce ne illustra le motivazioni la Prof.ssa Donata Chiricò, promotrice del progetto.


Che cos'è la Lingua dei Segni?

La Lingua dei Segni è una lingua utilizzata dai sordi che ha la caratteristica specifica di sfruttare il canale visivo-gestuale, ovvero le mani e la vista, al posto del canale fonico-acustico, ovvero la voce e udito, utilizzato dalle lingue verbali.

Cosa l'ha spinta a promuovere un corso di LINGUA ITALIANA DEI SEGNI (LIS) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia?

Da alcuni anni in questa facoltà c'è un gruppo di persone che si occupa di affrontare i problemi educativi e teorici legati alle patologie del linguaggio. In particolare, insieme ad un collega scomparso di recente, il prof. Tommaso Russo, ci siamo occupati di problematiche legate alla sordità e questo è un omaggio ad un progetto comune. Ci sono, poi, delle motivazioni storico-filosofico : dal 1775, anno in cui Charles de l'Epée fonda la prima scuola pubblica per sordi, la Lingua dei Segni non ha avuto una vita facile. Da sempre ostacolata dalla cultura oralista, da pochissimo tempo ha ricominciato a essere una lingua praticata e insegnata e solo dal 2007 l'Unione Europea l'ha riconosciuta come lingua a tutti gli effetti. Con questo corso si vuole quindi creare l'occasione per dimostrare che la lingua è uno strumento attraverso cui si costruisce un'identità; e che impedire a una porzione di individui di utilizzare la propria lingua madre è una forma di intolleranza imperdonabile. Conoscere e difendere la LIS è solo un altro modo per la democrazia e la libertà di parola in un senso alto.


In che modo la conoscenza della LIS può rappresentare un valore aggiunto nel curriculum di uno studente?

Volendo pensare solo a motivazioni di ordine generico pratico, uno strumento capace di utilizzare e padroneggiare una lingua così specifica e particolare come la LIS ha una carta in più da giocare sul mercato del lavoro. L'interprete di LIS è un vero e proprio mestriere ed esiste un'Associazione di LIS. La Calabria è manchevole di interpreti e di posti in cui apprendere questa lingua. A noi piacerebbe offrire agli studenti questa piccola possibilità. Quest'anno abbiamo iniziato con un corso di alfabetizzazione e speriamo che il progetto continui, vista la partecipazione assidua ed entusiasta di colore che hanno seguito il corso.

1 commenti:

Donata Chiricò ha detto...

Segni nel tempo!

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